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3 Buone ragioni per investire nel Made in Italy

Recovery Fund

Molto si è detto e molto ancora di dirà sul Recovery Fund: sicuramente porterà una grande liquidità nelle casse delle aziende italiane. Si tratta di liquidità necessaria per nuovi progetti, assunzioni, innovazione. La spinta tecnologica ed ecologica post lockdown forzerà le aziende a una evoluzione per essere in grado di rispondere ai nuovi bisogni dei consumatori.

Fonte: Bufacchi I., 2021, “È il momento d’investire in Italia”, “Il Sole 24 Ore”, p. 3

Previsioni di crescita

Per fare delle previsioni, bisogna avere dei dati. La crescita economica che caratterizzerà il nostro Paese può essere vista come uno dei tanti cicli economici che si chiudono. La differenza è che questa volta l’evento scatenante ha avuto una forza inaudita e un’estrema unicità. Per farmi un’idea migliore del “mood” che però è diffuso tra i consumatori, ho consultato un articolo di Google. Come sappiamo Google ci conosce anche meglio di nostra madre e le ricerche effettuate cambiano in base alle aspettative e ai desideri degli utenti.

Dal sondaggio di Lucy Sinclair è emerso che le principali ricerche online delle persone in questo periodo riguardano le normative Covid per riaprire in sicurezza, la ricerca di lavoro e sostegno finanziario e le modalità per prendersi cura di se stessi. Mi aspettavo, infatti, che dopo il periodo di “fermo” le persone cercassero nuovi impieghi o modi per guadagnare. Il bisogno di avere un gruzzoletto per le emergenze è diventato molto chiaro e coloro che sono stati abituati a gestire il proprio patrimonio in maniera professionale hanno affrontato il lockdown più serenamente. Coloro che, invece, sono stati presi alla sprovvista magari sono stati tentati dal “fai da te” come il trading online o l’acquisto di criptovalute: hanno scommesso il proprio patrimonio cercando di fare fortuna.

Sta di fatto che sia gli aiuti che le aperture hanno permesso al Paese di far ripartire la macchina “economia” e i consumi.

Fonte: Bufacchi I., 2021, “È il momento d’investire in Italia”, “Il Sole 24 Ore”, p. 3

Occupazione locale

Un concetto economico che mi pare adatto riprendere è quello dei cicli: più si scende e più poi si sale. Da un punto di vista finanziario dopo ogni grande crisi segue una grande crescita. L’Italia sta lavorando molto affinchè questa crescita possa avvenire velocemente ed in mood efficace. Il Recovery Fund sarà fondamentale.

Per la ripresa, consumi ed occupazione giocano un ruolo importante e sono anche collegati. Se durante il lockdown siamo stati “costretti” ad ordinare online dall’estero, ora possiamo incentivare il mercato locale. Abbiamo sperimentato sulla nostra pelle il rischio di non vederci recapitati i pacchi ordinati e a livello aziendale le materie prime scarseggiano. Abbiamo conosciuto il lato oscuro della globalizzazione e credo ci sia stato utile. Utile per guardare cosa abbiamo in dispensa.

In questa ottica, dal cittadino all’azienda, c’è stato un movimento di localizzazione della produzione in Italia.

Fonte: Bufacchi I., 2021, “È il momento d’investire in Italia”, “Il Sole 24 Ore”, p. 3

Come investire nel Made in Italy?

La soluzione per investire nel Made in Italy è il PIR, Piano Individuale di Risparmio e ne parlo in modo approfondito nel mio Podcast Riccardo Belletti – Il consulente che ti racconta la finanza (puntate n. 123 e 124).

Il PIR ordinario nasce nel 2017. Per la prima volta, nel 2022, assisteremo al riscatto delle prime plusvalenze se l’investimento non è stato toccato. Infatti, a tutti i miei clienti ho caldamente consigliato di non disinvestire il proprio PIR prima della scadenza perché in questo modo non pagheranno la tassa del 26% sulle plusvalenze.

Proprio così, il PIR portato a scadenza lascia al risparmiatore un rendimento NETTO. Sembra incredibile, ma è vero.

Secondo grande vantaggio del PIR è l’assenza di tasse di successione. Una caratteristica che rende ancora più unico questo investimento. Così unico che verrebbe voglia di farne più di uno.

Attenzione, però, perché l’Agenzia delle Entrate permette di sottoscriverne UNO ed uno solo. Mi accorgo che, tuttavia, ci sono risparmiatori che ne detengono più di uno, con istituti di credito differenti (ma comunque l’Agenzia delle Entrate prima o poi lo noterà).

L’eccezione che conferma la regola è il PIR Alternativo, un PIR compatibile con quello ordinario: uno strumento ancora più curioso ed efficace che puoi sottoscrivere per aiutare le aziende italiane. Se infatti con il PIR ordinario investi nelle aziende italiane quotate, con quello Alternativo investi anche in piccole e medie imprese italiane non quotate. Sono, infatti, proprio queste le aziende che hanno subìto il maggiore impatto da Covid-19, ma che riusciranno a rialzarsi in maniera egregia!

Reputo il PIR uno strumento veramente straordinario e se vuoi sottoscriverlo, richiedimi una consulenza gratuita cliccando il tasto blu “Contattami”.

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