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Ed ora sono dazi!

Partiamo dall’inizio.

Cosa sono i dazi?

Il dazio è una tassa che si paga quando si esportano merci da un paese all’altro. È come un pedaggio alla frontiera.

I dazi ci sono sempre stati, non sono una novità di Trump!

Trump sostiene che il nemico siano i Paesi esteri, così, per fermarli, ad aprile del 2025 durante il Liberation Day ci ha fatto vedere la sua lavagnetta con tutti i dazi che aveva deciso di applicare. E indovina quali sono i Paesi che ha deciso di attaccare di più: Messico, Canada e Cina. Proprio quelli che esportano di più verso gli USA, ma poi anche l’Europa.

Da quel momento in poi… dazi nostri! Il controvalore degli investimenti in azioni ed obbligazioni ha incominciato a scendere… ma poi è anche risalito.

I dazi saranno al 10, 20, 30, 40% o di più? Ciò che è certo è che verranno messi… altrimenti perché parlarne così tanto?

Per dimostrare quanto le previsioni possano essere poco attendibili possiamo prendere come esempio l’anno scorso: doveva essere un anno negativo ed invece solo segni positivi per i mercati e, soprattutto, per chi è rimasto investito sempre, dall’inizio alla fine. Chi non si è fatto prendere dalle emozioni e ha avuto la forza di rimanere investito ci ha guadagnato.

La situazione degli USA

L’economia mondiale ammonta a 115 trilioni di dollari e di questi, 30.3 trilioni li producono solo gli USA, mentre il loro debito pubblico ammonta a 34,55 trilioni di dollari… quindi 4 trilioni in più rispetto al loro PIL: possiamo dire che in questo si sono italianizzati!

L’obiettivo di Trump è andare ad abbassare il debito pubblico con i soldi incassati dai dazi.

La situazione in Italia

Negli ultimi 13 anni possiamo confermare che la ricchezza italiana è cresciuta. Ottimo. Buona notizia. Ma secondo te, se trovassi uno scontrino di un gelato 15 anni fa e oggi, costerebbe uguale? Direi di no… perché l’inflazione ci ha fatto perdere potere d’acquisto.

Chi si è arricchito di più è stato il cittadino americano. Cosa hanno fatto di diverso dai cittadini italiani che invece si sono impoveriti?

Confronto Usa – Italia Confronto Italia Europa

Anche gli americani investono in immobili, ma prova a guardare quanto è importante e rilevante la presenza azionaria. Anche in Europa la situazione è sempre a sfavore dell’Italia, in quanto i cittadini europei si sono arricchiti di più perché anche loro hanno investito maggiormente in azioni.

Cosa abbiamo visto:

Fase 1: ci sono i dazi, non dipendono da noi, ma rischiano di farci impoverire

Fase 2: chi si è arricchito di più al mondo lo ha fatto perché ha investito in azioni e ci è rimasto. Noi per proteggere la nostra ricchezza dobbiamo fare la stessa cosa, prendere spunto dai best in class. Il loro modo di investire è replicabile ma noi cercheremo di farlo ancora meglio, seguendo il metodo R-I-S: Rimani Investito Sempre.

La regola del 100

Siamo tutti coinvolti perché vige la regola del 100. La regola del 100 dice che ognuno dovrebbe avere nel proprio portafoglio almeno una percentuale investita in strumenti azionari secondo questo calcolo: 100 – la prorpia età.

Ad esempio, una persona di 60 anni ha una parte azionaria consigliata del 40%, perchè 100 – 60= 40.

Quindi se volesse investire 100.000 euro, 40.000 euro dovrebbero essere investiti in strumenti azionari.

Se fosse uno statunitense prenderebbe questi 40.000 e li investirebbe tutti direttamente in strumenti azionari.

Ma noi non siamo statunitensi, così, ho preso il lavoro del prof. Ruggero Bertelli, e in base alla mia esperienza l’ho riadattato in modo da avvicinarlo di più al nostro contesto.

Il metodo R.I.S. segue una regola di base uguale per tutti, ma poi va costruito ad hoc per ognuno, in quanto alcuni di noi potrebbero anche avere la stessa età, ma non lo stesso identico portafoglio o gli stessi identici obiettivi e necessità.

Scrivimi a riccardo@riccardobelletti.it se vuoi fissare una consulenza per scoprire come puoi guadagnarci anche in un mondo di dazi!